I fotografi di matrimoni si trovano spesso a dover prendere una difficile decisione: quali sono le lenti giuste da scegliere per il gran giorno?

Di solito quando si inizia la propria attività di fotografo di matrimoni si tende ad affezionarsi a qualsiasi ottica si possieda. Quando si comincia ad avere un po’ di esperienza ci si rende conto che si tendono ad utilizzare due, al massimo tre lenti, con maggiore frequenza, le altre rimangono ferme nella borsa. Quando si ha ancora più esperienza si inizia ad avere una visione più chiara e a fare propria la tecnica dell’utilizzo di un singolo obiettivo per tutta la durata del matrimonio.

Durante i matrimoni infatti, la velocità incredibile con cui si susseguono gli eventi non permette il lusso di cambiare gli obiettivi frequentemente. Se si vogliono assolutamente portare con sé due lenti potrebbe essere meglio avere un corpo macchina extra in modo da non rischiare di perdere tempo prezioso mentre si cambiano gli obiettivi.

I fotografi di matrimonio che scattano foto in stile giornalistico amano l’obiettivo da 50mm con focali f/1.8, f/1.4 e f/1.2. Un’altra lente che è un’alternativa valida per ogni occasione è l’obiettivo da 85mm: la Canon produce un’eccellente lente f/1.8 USM ma se hai la possibilità di spendere di più puoi valutare l’acquisto del EF 85mm f/1.2 L II USM (ci sono alternative simili per Nikon e altri marchi).

Personalmente amo gli zoom 24-70mm e 70-200mm, entrambi f/2.8 serie L, chiari, versatili e affidabili. Si completano a vicenda in modo perfetto e coprono la lunghezza focale essenziale di cui hai bisogno per fotografare ad un matrimonio. Il 70-200mm può essere utilizzato come obiettivo principale quando si devono fotografare ritratti ufficiali della sposa e dello sposo; il range dai 135mm ai 200mm offre una buona prospettiva; i lineamenti non appaiano distorti con qualsiasi lente superiore ai 100mm.

Con questo non voglio dire che gli obiettivi da 50mm non siano adatti per i ritratti: se si utilizza questa lente per questo tipo di fotografie è meglio non riempire troppo il quadro ma piuttosto scattare da una certa distanza includendo il corpo dalla vita in su, così da garantire migliori proporzioni. Ovviamente ci sono altri accorgimenti che si possono utilizzare come l’angolo di ripresa e la posa, ma si ha comunque bisogno del giusto obiettivo per questo tipo di scatti.

Un ulteriore obiettivo che personalmente porterei con me, ma non in tutte le occasioni, è il macro. Lo userei per fotografare gli accessori, gli anelli, le scarpe, i dettagli più raffinati sul vestito della sposa e i gioielli.

In ogni caso la focale dell’obiettivo deve essere almeno di 2.8 o minore, questo dà la possibilità di fotografare anche in stanze poco illuminate e comunque avere delle foto usabili. Spesso infatti le chiese e le altre location non hanno abbastanza luce naturale per garantire foto perfette ed in alcuni luoghi non è nemmeno possibile utilizzare fonti di luce artificiale, in questi casi un’apertura più ampia salva la vita. Inoltre l’apertura più ampia permette di giocare con una profondità di campo minore che è utile per creare quegli sfondi morbidi e sfocati che sembrano sciogliersi come cioccolato.

Un obiettivo lanciato da poco – o meglio, rivalutato – che si sta diffondendo molto è il Petzval 58: i bellissimi effetti derivanti dalla possibilità di controllare il bokeh rendono questo obiettivo del 19. Secolo ideale per fare foto artistiche.

I fotografi di matrimonio con stile giornalistico possono scattare foto ad un matrimonio anche solo con un obiettivo da 50mm, altri non rinuncerebbero mai al loro 24-70mm. Il fatto è che la scelta delle lenti dipende dallo stile del fotografo e dalla sua visione fotografica.